Che cos’è una stampa Fine Art?

In rete si possono trovare decine di articoli che spiegano nel dettaglio che cos’è una stampa “Fine Art”, ma per la maggior parte si tratta di testi realizzati da laboratori di stampa, che spiegano molto bene il prodotto dal loro punto di vista tecnico. In questo articolo voglio cercare di dare il mio contributo, raccontando che cos’è è una stampa “Fine Art”, dal punto di vista di un fotografo.

Le origini della stampa Fine Art

La stampa “Fine Art” è il risultato di decine di anni di studio e sperimentazioni nel settore della riproduzione delle immagini digitali su carta, attraverso le tecnologie di stampa Inkjet o più comunemente a getto d’inchiostro. Negli anni novanta, con la decrescente richiesta di immagini stampate in camera oscura e grazie all’avvento del digitale, era necessario trovare un modo per realizzare stampe digitali di alta qualità. Qualità intesa sia come risoluzione dell’immagine, quindi dettagli e contrasti, ma anche in termini di durata nel tempo, cosa che con le stampanti e gli inchiostri del periodo, non era ancora possibile.

Grazie alle decine di aziende che in quegli anni sperimentavano e investivano in nuove tecnologie di stampa, fu sviluppato il “Giclée” (Ugello di Stampa). Un dispositivo meccanico, ma altamente tecnologico, in grado di vaporizzare l’inchiostro proveniente dalle cartucce e iniettarlo sulla carta con maggiore precisione rispetto alle tecnologie in uso in quel periodo. Inoltre furono sviluppati nuovi inchiostri che riuscivano a offrire uno spettro più ampio di colori e soprattutto garantire una maggiore durata nel tempo. Finalmente era possibile stampare immagini digitali di qualità superiore con una precisione mai vista prima. Questa caratteristica cominciò a catturare l’attenzione di artisti e fotografi molto esigenti, che da quel momento in poi potevano differenziare le loro opere dalla stampa comune (di scarsa qualità), e subito identificarono questa tecnologia di stampa come “Fine Art”.

Le tecnologie di stampa

Da allora le stampanti Inkjet hanno raggiunto una qualità di stampa, che forse in quegli anni nessuno immaginava.  Le fotografie cominciavano ad avere una resa pari, se non superiore, alle stampe in camera oscura e la stampa “Fine Art” conquistò fotografi e artisti di tutto il mondo. Di stampanti “Fine Art” ne esistono per tutte le esigenze e, nonostante siano ormai tutte di altissima qualità, le caratteristiche minime che devono avere per essere considerate, appunto, “Fine art”, sono gli otto serbatoi di inchiostro di colore diverso (ogni costruttore ha il suo mix di singolo colori aggiuntivi al CMYK), comprese due tipologie di nero, per stampe monocromatiche più intense; devono essere in grado di far passare tra i rulli anche carte molto spesse e pesanti; e avere la capacità di stampare un formato che vada oltre A4.

Le stampanti

In questo caso, al riguardo, esistono diverse tipologie di stampanti, che si suddividono in due grandi macro categorie: da tavolo e plotter. Le prime generalmente possono stampare formati fino ad A2 (420x564cm) mentre i plotter possono arrivare ad avere una luce di stampa anche di qualche metro.

Le aziende principali in questo mercato fotografico sono le giapponesi Epson, Canon e la statunitense  Hewlett-Packard (HP). Tutte e tre i brand costruiscono prodotti che garantiscono qualità di stampa molto elevata e una resa cromatica molto fedele. Negli ultimi anni la ricerca continua a fare passi da gigante e, oltre che a continuare a migliorare ulteriormente la qualità di stampa, sempre più precisa, stanno tutti lavorando per ottimizzare i consumi di inchiostro al fine di abbassare il costo di stampa, ma soprattutto tutte le aziende sono impegnate per ridurre l’impatto ambientale progettando inchiostri sempre più ecologici.

Epson Sure Color SC-P5000

Personalmente sono un felice possessore di una Epson SureColor SC-P 5000, stampante davvero straordinaria. La possiedo da circa un anno e mi sta regalando grandi soddisfazioni. Questa macchina è in grado di stampare fino al formato A2 (420x594mm) dal cassetto di alimentazione anteriore e ha la possibilità di montare nel cassetto di alimentazione posteriore un rotolo da 17 pollici (42,3cm). Ha undici serbatoi di inchiostro e stampa a una risoluzione fino a 2880×1440 dpi, per una qualità di immagine ricca di dettagli e una gamma di colori ancora più ampia. In un prossimo articolo spiegherò le motivazioni perché ho scelto questa stampante.

Le carte Fine Art

Naturalmente nel corso degli anni sono state sviluppate anche numerosissime tipologie di carte “Fine Art” progettate appositamente per stampanti digitali, che hanno contribuito ad aumentare maggiormente la qualità, non solo di stampa, ma anche del prodotto fisico, restituendo effimera eleganza alla fotografia con le numerosi texture presenti sul mercato e una piacevole sensazione di raffinatezza al tatto. La caratteristica principale di queste carte è che tutte sono realizzate su base cotone, un materiale in grado di assorbire l’inchiostro molto in profondità per una resa di toni e dettagli molto elevata.

Le carte realizzate con il 100% di cotone vengono definite “Matte” e sono carte opache con un punto di bianco molto elevato. Queste carte sono in grado di assorbire parecchio inchiostro riducendo la gamma dinamica dell’immagine, caratteristica che gli dona quel particolare aspetto delle stampe su carta matte. Inoltre, sono in grado di ottenere dei colori molto intensi, e soprattutto dei neri ancora più profondi. La resa fotografica è veramente particolare e gli autori che usano questa tipologia di carta lo fanno per specifiche esigenze artistiche.

Carta Fotografica Canson e Hahnemühle
Carta Fotografica Canson e Hahnemühle

Per le stampe più “comuni” vengono prodotti molti altri tipi di finiture: brillanti, lustre, baritate, perlate con grana ruvida, liscia ed extra liscia, che a differenza delle carte matte, sono sempre su base cotone, ma sulla superficie di stampa vengono applicate delle patine di differenti materiali a secondo della finitura che si vuole ottenere. Ognuno di questi modelli di carte ha texture differenti, più o meno pronunciata, e che influiscono naturalmente sull’aspetto finale dell’immagini, in termini di colore, contrasto, profondità e addirittura anche al tatto. Insomma non c’è che l’imbarazzo della scelta, bisogna solo sperimentare per trovare una carta più vicina ai propri gusti e alle proprie esigenze.

Le aziende

Le principali aziende che producono carte “Fine Art” sono la francese Canson e la tedesca Hahnemühle ma sul mercato si stanno affacciando nuove aziende, come ad esempio la Fotospeed, che promette di garantire risultati di qualità molto elevati. Sono molti i pregi che inducono un artista a stampare su queste carte “Fine Art”, ma naturalmente questi prodotti non sono esenti da difetti che sono principalmente: la delicatezza e il costo.

Essendo carte in cotone sono molto sensibili all’umidità, delicate alla manipolazione e alle sollecitazioni meccaniche. Durante il montaggio della stampa è necessario prestare molta attenzione perché non è affatto raro che una fotografia si rovini durante questa fase. Inoltre per manipolare queste carte è obbligatorio indossare dei guanti di cotone onde evitare che i residui grassi sulla pelle delle nostre mani si depositino sulla carta lasciando dei segni, inizialmente invisibili, ma che con il tempo diventeranno macchie impossibili da eliminare.

Conservazione

Per questo motivo, anche l’archiviazione o la conservazione delle stampe “Fine Art”, deve necessariamente essere fatta in zone prive o con umidità molto bassa e in apposite scatole per la conservazione delle stampe “Fine Art”, garantendo così integrità nel lungo periodo. Se vengono presi gli accorgimenti dichiarati dai vari produttori, nella manipolazione, conservazione e installazione, la durata di queste stampe può tranquillamente superare anche i quattrocento anni. Un periodo di tempo che rassicura sicuramente collezionisti e mercanti che spendono fortune per collezionare fotografie “Fine Art” di grandi autori.

Un’altra pecca di queste carte è sicuramente il costo. Sono realizzate con materie prime molto pregiate e richiedono lavorazioni complesse, e per questo motivo raggiungo un prezzo finale molto alto. Una fornitura di carta “Fine Art” può arrivare a costare tranquillamente migliaia di euro. Ma purtroppo la qualità si paga.

Gli accessori per il montaggio

Pass-par-tout e nastro adesivo Acid Free

Per avere un quadro completo sulle stampe “Fine Art” è giusto citare anche tutti gli accessori fondamentali al montaggio della stampa nella cornice, che necessariamente devono anch’essi rispettare alcuni parametri per completare l’opera “Fine Art”. Sarebbe un peccato realizzare una stampa “Fine Art” di elevata qualità per poi montarla su una cornice IKEA (con tutto il rispetto). Per esempio, il pass-par-tout deve obbligatoriamente essere “Acid-Free” o per meglio dire non deve contenere acidi e lignina, che in un tempo, pure relativamente breve, a contatto con la carta “Fine Art” la ingialliscono.

I materiali

Anche il retro-cornice che nelle stampe comuni è generalmente cartone, in una stampa “Fine Art” deve essere anch’esso “Acid-Free”. Molti corniciai usano il Fomaboard, ma è prodotto difficile da reperire “Acid-Free” perché nasce per altre usi e applicazioni. In alternativa può essere usato come fondo un cartone per pass-par-tout senza acidi, oppure un pannello in Dibond, che essendo in alluminio non danneggia la stampa.

Anche il nastro adesivo utilizzato per il montaggio delle stampe, oltre che ad avere una elevata resistenza adesiva e meccanica, non deve contenere acidi che possano rovinare la stampa. Esistono prodotti realizzati appositamente per questo scopo. Personalmente utilizzo i nastri di Filmolux azienda che produce una linea specifica per il montaggio delle stampe.

Il Vetro Museale

Vetro antiriflesso per installazioni museali della TrueVue

Anche il vetro di uso comune, che sia o meno antiriflesso, non può essere usato per proteggere la stampa nella cornice. Nelle lastre di vetro comune sono presenti metalli di vario tipo, come per esempio il piombo, che aggiunge una fastidiosa dominante di colore verdognola/violetta all’immagine, a secondo del tipo di luce che lo attraversa e dall’angolo di osservazione. Inoltre il vetro comune non è in grado di bloccare i raggi UV della luce solare che, come ben sappiamo, sono la principale causa di perdita di colore di qualsiasi immagine stampata e quindi anche delle Stampe “Fine Art”.

Per questo tipo di installazione va utilizzato un vetro di tipo Museale appositamente progettato. Questi vetri non aggiunge alcun tipo di dominante, in quanto sono privi di piombo e altri metalli; sono anti-riflesso e sopratutto sono in grado di bloccare i raggi UV della luce solare. Anche in questo caso ci sono diverse tipologie di prodotto che possono avere caratteristiche differenti, ma la principale azienda che produce questo tipo di vetro è la Tra Vue, azienda americana che ha progettato due tipologie di vetro: UltraVue e Museum Glass specifici per installazioni museali.

Conclusioni

Quindi, per concludere, possiamo dire che una stampa Fine Art non è semplicemente “una stampa”. Come abbiamo visto è l’insieme di una serie di tecniche e accorgimenti che sommati creano un prodotto di elevata qualità, di una certa raffinatezza e che soprattutto, sia in grado di durare nel tempo. Una stampa Fine Art si differenzia da una stampa “comune” proprio per la scelta dei materiali utilizzati, per i sofisticati processi di stampa e per la sua lavorazione prettamente artigianale. I fotografi utilizzano questo tipo di stampa principalmente per le loro opere più pregiate e per progetti artistici specifici. Se vogliamo realizzare un prodotto di alta qualità e raffinatezza dobbiamo necessariamente curare questi aspetti nel dettaglio.

Per tutte le fotografia che consideriamo “comune”, per intenderci il formato poster, è molto più conveniente rivolgersi agli innumerevoli servizi di stampa industriale che garantiscono comunque una elevata qualità di immagine ma con un costo sensibilmente più basso. Vengono utilizzati macchine industriali per grandi carichi di lavoro e sopratutto le più economiche carte fotografiche come le Kodak e le Fujifilm progettate appositamente per questo scopo.

la stampa Fine Art è una Fotografia Fine Art?

Infine, vorrei aggiungere che, personalmente non sono convinto che tutto ciò sia sufficiente per attribuire il titolo “Fine Art” a una fotografia. Il concetto stesso di opera “Fine Art” comprende l’intero processo di produzione dell’immagine, che inizia sicuramente molto prima della stampa attraverso un’idea dell’autore. Ma di questo parleremo nel prossimo articolo dove affronterò il concetto di “Fotografia Fine Art”.

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