Che cos’è una stampa Fine Art?

In rete si possono trovare molti articoli sulla stampa Fine Art e alcuni, devo dire, sono scritti molto bene. Nella maggior parte dei casi si tratta di testi realizzati da laboratori di stampa e sono concentrati molto sugli aspetti tecnici della stampa.

Manca, Secondo il mio punto, un’articolo che vada oltre, e che racconti aspetti secondari, ma non per questo meno importanti nella stampa fine art.

A tal porposito vorrei provare a dare il mio contributo da fotografo. Da ormai diversi anni lavoro nel settore della vendita di stampe fine art e vorrei provare raccontare la mia esperienza. Iniziamo.

Le origini della stampa Fine Art

La stampa “Fine Art” moderna è il risultato di decine di anni di studio e ricerca nel settore della riproduzione delle immagini digitali su carta. La tecnologia più utilizzata per questo scopo è la stampa Inkjet o più comunemente “A getto d’inchiostro“.

Negli anni novanta il digitale stava iniziando a diffondersi velocemente e la richiesta di stampe in camera oscura iniziò a subire una contrazione della richiesta. Eistevano già diverse tecnologie di stampa, ma la qualità era sufficente solo per stampare documenti.

Era necessario trovare una nuova tecnologia in grado di stampare immagini digitali con una qualità superiore. Qualità in termini di risoluzione, quindi dettagli e contrasti, ma per durata nel tempo. Con le stampanti e gli inchiostri del periodo, non era ancora possibile.

In quegli anni, grazie alle decine di aziende che sperimentavano e investivano in nuove tecnologie di stampa, fu sviluppato il “Giclée” (Ugello di Stampa). Un dispositivo meccanico, ma altamente tecnologico, in grado di vaporizzare l’inchiostro proveniente dai sebatoi e iniettarlo sulla carta con maggiore precisione rispetto alle tecnologie precedenti.

Furono sviluppati anche nuovi inchiostri capaci di offrire uno spettro di colori più ampio e soprattutto a garantire una maggiore durata nel tempo. Finalmente era possibile stampare immagini digitali di qualità superiore e con una precisione mai vista prima.

Questa caratteristica cominciò a catturare l’attenzione di artisti e fotografi molto esigenti in tuttol il mondo. Finalmente era possibile differenziare stampe pregiate dalla stampa comune (di scarsa qualità), e da subito, questa tecnologia di stampa, venne identificata come “Stampa Fine Art”.

Tra le prime stampanti in grado di ottenere immagini di altissima qualtià fu la Iris Printer sviluppata nel 1985 dalla Iris Graphics, Stoneham, Massachusetts.

Iris printer, l prime la prima stampante di grande formato digitale inkjet introdotta nel 1985 dalla Iris Graphics.

Le tecnologie di stampa

Dopo la Iris printer, in poco tempo, a partire dagli anni novanta, le stampanti Inkjet raggiunsero una qualità di stampa eccezzionale. Le fotografie finalmente avevano una resa pari, se non superiore, alle stampe in camera oscura. La “Stampa Fine Art” conquistò la fiducia di artisti di tutto il mondo.

Di stampanti “Fine Art” ne esistono per tutte le esigenze e tutti i modelli hanno raggiunto risultati di altissimo livello. Per essere considerate però considerate “Fine Art” devono avere dei requisiti minimi che sono:

  • almeno otto serbatoi di inchiostro di colore diverso (ogni costruttore ha il suo mix di colori);
  • due tipologie di nero, per stampe monocromatiche più intense;
  • essere in grado di far passare tra i rulli anche carte molto spesse e pesanti;
  • avere la capacità di stampare almeno il formato A3 Plus.

Le stampanti Fine Art

Esistono diverse tipologie di stampanti Inkjet. Per piccoli studi fotografici o uso domestico, fino ai grandi laboratori di stampa o usi industriali. Possiamo suddividere queste principalmente in due categorie: da tavolo e plotter.

Le prime, generalmente possono stampare formati fino ad A2 (420x564cm) e hanno una capacità limitata di inchiostro, di solito non più di 200ml. Mentre i plotter possono avere una luce di stampa anche di qualche metro e serbatoi con capacità oltre un litro di inchiostro.

Le aziende principali in questo mercato sono le giapponesi Epson, Canon e la statunitense  Hewlett-Packard (HP). Tutte e tre i brand costruiscono prodotti che garantiscono qualità di stampa molto elevata e una resa cromatica estremamente fedele.

Oggi la ricerca continua a fare passi da gigante. Oltre a migliorare la qualità di stampa, sempre più precisa, tutte le aziende lavorano per ottimizzare i consumi. Lo scopo è quello di abbassare il costo di stampa, ma soprattutto, tutti lavorano per sviluppare nuovi inchiostri, sempre più ecologici, per ridurre l’impatto ambientale.

Epson Surecolor P5000

Personalmente sono un felice possessore di una Epson SureColor SC-P 5000, stampante davvero straordinaria. La possiedo da circa un anno e mi sta regalando grandi soddisfazioni.

Questa macchina è in grado di stampare, dal cassetto principale, il formato A2 che corrisponde a 42×59,4 cm. Mentre nel cassetto secondario è possibile installare su un rullo, un rotolo di carta da 17 pollici (42cm) per 50mt.

La stampante ha undici serbatoi di inchiostro e stampa con una risoluzione fino a 2880×1440 dpi. Garantisce una qualità di immagine ricca di dettagli e una gamma di colori ancora più ampia. In un prossimo articolo scriverò le motivazioni del perché ho scelto questa stampante.

Le carte Fine Art

Nel corso degli anni sono state sviluppate anche molte tipologie di carte per la “Stampa Fine Art” progettate appositamente per stampanti digitali. Queste hanno migliorato ancora la qualità, non solo d’immagine, ma anche quella del prodotto fisico, dal punto di vista tattile. Essendo realizzate in materiali speciali, sono in grado di donare alla stampa, grazie anche alle numerose texture disponibili, eleganza e raffinatezza al tatto.

La caratteristica principale delle carte Fine Art è che tutte sono su base cotone. Questo materiale è in grado di assorbire l’inchiostro molto in profondità, e questo garantisce una resa in termini di dettaglio e toni molto elevata. Sopratutto nel bianco e nero.

Le carte realizzate con il 100% di cotone vengono definite Matte (opache) e possono avere un punto di bianco molto elevato. Queste carte sono in grado di assorbire parecchio inchiostro riducendo di conseguenta la gamma dinamica dell’immagine. Questa caratteristica fornisce alla fotografia quell’aspetto inconfondibile delle stampe su carta matte.

Inoltre, sono in grado di ottenere colori molto intensi, e soprattutto dei neri ancora più profondi. Hanno una resa fotografica molto particolare e non tutte le fotografie si prestano per essere stampate su questa tipologia di carta. Gli autori che scelgono di usalre lo fanno per specifiche esigenze artistiche.

Carta Fotografica Canson e Hahnemühle
Carta Fotografica Canson e Hahnemühle

Per le stampe “comuni” esistono molti altri tipi di finiture: brillanti, lustre, baritate, perlate con grana ruvida, liscia ed extra liscia. A differenza delle matte, hanno sempre una base di cotone, ma sulla superficie di stampa vi è un sottile strato di un materiale differente che dona texture e profondità alla carta.

Ognuna di queste di carte ha la superficie di stampa con materiali differenti, e per questo le texture possono essere più o meno marcate. Naturalmente queste differenze influiscono sull’aspetto finale dell’immagini, in termini di colore, contrasto, profondità e danno una diversa sensazione anche al tatto. Insomma non c’è che l’imbarazzo della scelta, bisogna solo sperimentare per trovare una carta più vicina ai propri gusti e alle proprie esigenze.

Le aziende cartiere

Le principali aziende in europa che producono carte “Fine Art” sono la francese Canson e la tedesca Hahnemühle, ma sul mercato si stanno affacciando nuove aziende, come ad esempio la Fotospeed, che promette di garantire risultati di qualità molto elevati.

Sono molti i pregi che inducono un artista a stampare su queste carte “Fine Art”, ma naturalmente questi prodotti non sono esenti da difetti che sono principalmente: la delicatezza e il costo.

Essendo carte in cotone sono molto sensibili all’umidità, delicate alla manipolazione e alle sollecitazioni meccaniche. Durante il montaggio della stampa è necessario prestare molta attenzione perché non è affatto raro che una fotografia si rovini durante questa fase.

Inoltre per manipolare queste carte è obbligatorio indossare dei guanti di cotone onde evitare che i residui grassi sulla pelle delle nostre mani si depositino sulla carta lasciando dei segni, inizialmente invisibili, ma che con il tempo diventeranno macchie impossibili da eliminare.

Conservazione

Per questo motivo, anche l’archiviazione o la conservazione delle stampe “Fine Art”, deve necessariamente essere in un zona priva o con umidità molto bassa e le stampe devono essere riposte in apposite scatole per la conservazione, garantendo così integrità nel lungo periodo.

Se vengono presi gli accorgimenti dichiarati dai vari produttori, nella manipolazione, conservazione e installazione, la durata di queste stampe può tranquillamente superare anche i quattrocento anni. Un periodo di tempo che rassicura sicuramente collezionisti e mercanti disposti a spendere fortune per collezionare fotografie “Fine Art”.

Pass-par-tout e nastro adesivo Acid Free

Un’altra pecca di queste carte è sicuramente il costo. Vengono realizzate con materie prime molto pregiate e richiedono lavorazioni complesse e, per questo motivo raggiungo un prezzo finale molto alto.

Una fornitura di carta “Fine Art” può arrivare a costare tranquillamente migliaia di euro. Ma purtroppo la qualità si paga.

Gli accessori per il montaggio

Per avere un quadro completo sulle stampe “Fine Art” è giusto citare anche tutti gli accessori fondamentali al montaggio della stampa nella cornice, che necessariamente devono anch’essi rispettare alcuni parametri per completare l’opera “Fine Art”.

Sarebbe un peccato realizzare una stampa “Fine Art” di elevata qualità per poi montarla su una cornice IKEA (con tutto il rispetto). Per esempio, il pass-par-tout deve obbligatoriamente essere “Acid-Free” o per meglio dire non deve contenere acidi e lignina, che in un tempo, pure relativamente breve, a contatto con la carta “Fine Art” la ingialliscono.

I materiali

Anche il retro-cornice che nelle stampe comuni è generalmente cartone, in una stampa “Fine Art” deve essere anch’esso “Acid-Free”. Molti corniciai usano il Fomaboard, ma è prodotto difficile da reperire nella versione “Acid-Free” perché nasce per altre usi e applicazioni.

In alternativa può essere usato come fondo un cartone per pass-par-tout senza acidi, oppure un pannello in Dibond, che essendo in alluminio non danneggia la stampa.

Campionario delle colorazioni disponibili di Passe-par-tout

Anche il nastro adesivo utilizzato per il montaggio delle stampe, oltre che ad avere una elevata resistenza adesiva e meccanica, non deve contenere acidi che possano rovinare la stampa. Esistono prodotti realizzati appositamente per questo scopo. Personalmente utilizzo i nastri di Filmolux azienda che produce una linea specifica per il montaggio delle stampe.

Il Vetro Museale

Il vetro di uso comune, che sia o meno antiriflesso, non può essere usato per proteggere la stampa nella cornice. Nelle lastre di vetro comune sono presenti metalli di vario tipo, come per esempio il piombo, che aggiunge una fastidiosa dominante di colore verdognola/violetta all’immagine, a secondo del tipo di luce che lo attraversa e dall’angolo di osservazione.

Inoltre il vetro comune non è in grado di bloccare i raggi UV della luce solare che, come ben sappiamo, sono la principale causa di perdita di colore di qualsiasi immagine stampata e quindi anche delle Stampe “Fine Art”.

Vetro antiriflesso per installazioni museali della TrueVue

Per questo tipo di installazione va utilizzato un vetro di tipo Museale appositamente progettato. Questo non aggiunge alcun tipo di dominante, in quanto è privp di piombo e altri metalli; è anti-riflesso e sopratutto è in grado di bloccare i raggi UV della luce solare.

Anche in questo caso ci sono diverse tipologie di prodotto che possono avere caratteristiche differenti, ma la principale azienda che produce questo tipo di vetro è la Tra Vue, azienda americana che ha progettato due tipologie di vetro specifici per installazioni museali: UltraVue e Museum Glass

Conclusioni

Quindi, per concludere, possiamo dire che una stampa Fine Art non è semplicemente “una stampa”. Come abbiamo visto è l’insieme di una serie di tecniche e accorgimenti che sommati creano un prodotto di elevata qualità, di una certa raffinatezza e che soprattutto, sia in grado di durare nel tempo.

Una stampa Fine Art si differenzia da una stampa “comune” proprio per la scelta dei materiali utilizzati, per i sofisticati processi di stampa e per la sua lavorazione prettamente artigianale. I fotografi utilizzano questo tipo di stampa principalmente per le loro opere più pregiate e per progetti artistici specifici. Se vogliamo realizzare un prodotto di alta qualità e raffinatezza dobbiamo necessariamente curare questi aspetti nel dettaglio.

Per tutte le fotografia che consideriamo “comuni”, per intenderci il formato poster, è molto più conveniente rivolgersi agli innumerevoli servizi di stampa industriale che garantiscono comunque una elevata qualità di immagine ma con un costo sensibilmente più basso.

Per questa tipologia di stampa vengono utilizzate macchine industriali per grandi carichi di lavoro e sopratutto le più economiche carte fotografiche come le Kodak e le Fujifilm progettate appositamente per questo scopo.

la stampa Fine Art è una Fotografia Fine Art?

Infine, vorrei aggiungere che, personalmente non sono convinto che tutto ciò sia sufficiente per attribuire il titolo “Fine Art” a una fotografia.

Il concetto stesso di opera “Fine Art” comprende l’intero processo di produzione dell’immagine, che sicuramente nasce da un’idea dell’autore e quindi molto prima della stampa.

Ma di “Fotografia Fine Art” parleremo in un prossimo articolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *